È una delle contraddizioni più radicate nella scuola italiana: la sicurezza viene percepita come un insieme di adempimenti burocratici — corsi obbligatori, cartelli plastificati, esercitazioni di evacuazione — invece che come una dimensione costitutiva del progetto educativo. A questa contraddizione cerca di rispondere “Nuovi Linguaggi per una Cultura della Sicurezza negli Ambienti di Apprendimento Innovativi”, il progetto di ricerca avviato da INDIRE in collaborazione con il Dipartimento Innovazioni Tecnologiche e Sicurezza degli Impianti, Prodotti ed Insediamenti Antropici di INAIL (INAIL–DIT), previsto nella scheda E.3.5 del Piano Triennale delle Attività 2025–2027.
Il progetto ha preso avvio nel settembre 2025 e si concluderà nel dicembre 2027. In questi tre anni, ricercatori e tecnologi dei due istituti lavoreranno fianco a fianco con dirigenti scolastici, insegnanti e studenti per capire come si costruisce davvero una cultura della prevenzione — non quella dei simboli di pericolo sui muri, ma quella che abita i comportamenti quotidiani e trasforma lo spazio scolastico in un luogo sicuro perché vissuto con consapevolezza.
Il nodo centrale: spazio e percezione
Il punto di partenza della ricerca è una domanda scomoda: la sicurezza a scuola viene davvero percepita come tale, o si riduce a una serie di procedure che gli insegnanti subiscono e gli studenti ignorano? I dati preliminari raccolti nel corso della fase di desk research — che ha esaminato letteratura internazionale su sicurezza psicologica, modelli di gestione finlandesi, design biofilico e prevenzione ambientale (CPTED) — suggeriscono che il problema non è solo normativo, ma culturale.
“La norma dice cosa fare, ma non come farlo diventare parte del modo di stare a scuola. Questo è il salto che vogliamo aiutare le scuole a compiere.”
— Dal quadro teorico del progetto, PTA 2025
Gli spazi scolastici innovativi del Manifesto 1+4 aprono nuove opportunità, ma anche nuove zone grigie: chi si occupa della sicurezza in un corridoio che diventa aula? Chi garantisce che uno spazio esterno usato per la didattica sia gestito con la stessa attenzione di un laboratorio?
La ricerca intende affrontare proprio questi scenari, sviluppando documenti operativi di supporto e modelli pedagogico-didattici capaci di supportare le scuole nell’abitare in sicurezza tutti i propri spazi, compresi quelli meno presidiati dalla normativa tradizionale.
Un metodo misto, radicato nel mondo reale
Non si tratta di una ricerca teorica destinata a restare nei cassetti. Il progetto adotta un approccio metodologico misto — quantitativo e qualitativo — che alterna raccolta dati su larga scala, focus group con le comunità scolastiche e sperimentazione diretta in scuole pilota. Il primo banco di prova è già in programma.
A Didacta Italia 2026, la principale fiera dell’educazione in Italia, INDIRE e INAIL–DIT riflettetteranno sui temi in oggetto con docenti e dirigenti e somministreranno un questionario appositamente costruito ai partecipanti. Lo strumento — 27 domande articolate in sei sezioni — mira a mappare la distanza tra percezione degli obblighi di legge, efficacia della comunicazione della sicurezza e utilizzo consapevole degli spazi scolastici. I dati raccolti alimenteranno la prima fase della ricerca.
Nella seconda fase, prevista tra il 2026 e il 2027, i documenti prodotti verranno testate in un gruppo di scuole pilota selezionate. L’obiettivo è verificarne la comprensibilità e l’accettabilità da parte delle comunità scolastiche, misurare l’impatto sul clima percepito e raccogliere i feedback necessari per la versione definitiva.
Due istituzioni, una visione convergente
L’accordo di collaborazione tra INDIRE e INAIL–DIT nasce dall’incontro di due know-how complementari. INDIRE, Istituto Nazionale per la Documentazione, l’Innovazione e la Ricerca Educativa, porta la propria expertise nella ricerca sugli spazi di apprendimento innovativi e sulla relazione tra pedagogia e architettura scolastica — un campo in cui lavora da oltre un decennio. Il Dipartimento Innovazioni Tecnologiche di INAIL introduce invece la prospettiva tecnico-scientifica della prevenzione dei rischi, dell’ergonomia degli ambienti di vita e di lavoro e dei modelli internazionali di safety management.
La supervisione scientifica è affidata a Lorenzo Guasti per INDIRE e a Daniela Freda per INAIL, con il supporto di un Comitato Tecnico-Scientifico composto da ex dirigenti scolastici con lunga esperienza sul campo — Massimo Belardinelli, Rita Coccia, Silvia Baldaccini — e da due professionisti, l’architetta Maddalena Coccagna, ricercatrice dell’Università di Ferrara e Stefano Zanut, Vigile del Fuoco in pensione con molta esperienza nel settore. Una composizione volutamente ibrida, capace di tenere insieme il punto di vista normativo, quello pedagogico e quello architettonico.
“La scuola è allo stesso tempo luogo di vita, luogo di lavoro e luogo di apprendimento. La sicurezza non può essere affrontata separando questi piani.”
— Accordo di collaborazione INDIRE–INAIL, 2025
L’orizzonte: la sicurezza come dimensione educativa
L’ambizione del progetto va oltre la produzione di documenti tecnici. L’obiettivo finale è contribuire a un cambio culturale: fare in modo che la sicurezza smetta di essere percepita come un limite all’attività didattica e diventi invece uno degli elementi costitutivi del progetto educativo di ogni scuola.
Questo significa lavorare sulla comunicazione — trovare linguaggi che siano pedagogicamente adeguati e vicini al vissuto degli studenti, non solo tecnicamente corretti. Significa ripensare la formazione degli insegnanti, non come adempimento ma come opportunità di sviluppo professionale. E significa, soprattutto, restituire alle comunità scolastiche la consapevolezza che abitare bene gli spazi della scuola è già, di per sé, un atto educativo.
Partecipa alla ricerca
Sei un insegnante? Il tuo contributo è prezioso. La ricerca INDIRE–INAIL raccoglie il punto di vista di chi lavora ogni giorno nella scuola attraverso un questionario anonimo sulla percezione della sicurezza e degli spazi scolastici (circa 20 minuti).
Compila il questionario — dati aggregati e completamente anonimi, uso esclusivamente scientifico
A cura di Lorenzo Guasti
(Foto archivio architetture scolastiche)
INDIRE e INAIL hanno avviato un progetto triennale per trasformare il modo in cui la cultura della sicurezza viene vissuta, comunicata e insegnata negli ambienti scolastici innovativi. Al centro, un cambio di paradigma: dalla norma come obbligo alla sicurezza come valore educativo condiviso.
Tipologia: Questionario